Riflessioni spritzettare · Spritz librario

Spritz librario – “Il Padrino” di Mario Puzo

padrino
Feltrinelli

“La forza di una famiglia, come la forza di un’armata, si basa sulla lealtà reciproca.”

Una citazione perfetta per proiettarci immediatamente all’interno di uno stupendo romanzo, spesso sottovalutato a causa della grandiosità dell’omonimo e celeberrimo film. Anzi, ammettiamolo: IO l’ho sempre sottovalutato a causa del celeberrimo film.

Mi fu consigliato almeno 4 anni fa, ma dopo averlo acquistato come sforzo di buona volontà non lo aprii mai. Questo fino a qualche settimana fa quando, in procinto di scegliere le mie letture vacanziere e avermi osservato muto per anni dallo scaffale, d’istinto lo afferrai pensando “è arrivato il tuo momento. Ora sì”.

La trama non ha bisogno di presentazioni. Le vicende di questa famiglia italo-americana, i Corleone, ha una notorietà a cui io non posso aggiungere nulla di nuovo. Una famiglia che sarebbe restrittivo definire semplicemente “mafiosa” ma questo senza, beninteso, giustificare in nessun modo i crimini e i reati descritti all’interno del racconto.

Non pensiate di trovarvi alle prese con un romanzetto carico di violenza gratuita e luoghi comuni sugli italiani: “il Padrino” è, con mia grande sorpresa, molto di più. Il meccanismo che lega i rapporti della famiglia Corleone al resto del mondo sarebbero degni di un trattato di sociologia, scanditi da rituali ben precisi in cui una singola parola potrebbe pendere a vostro favore la benevolenza di cui godete, o un sospiro al momento sbagliato includervi nella lista dei sospetti traditori. Ogni personaggio racchiude una psicologia ben definita e svelata col procedere degli avvenimenti, raccontati con una collocazione narrativa di altissimo livello e uno stile fluido che fa scorrere le centinaia di pagine come fossero acqua fresca.

Oltre alle vicende di “Don” Vito e i figli Sonny, Federico e Michael, il romanzo descrive ampiamente molti personaggi trascurati nella trasposizione cinematografica. Il primis il celebre cantante-attore Johnny Fontane, col quale respireremo le reali atmosfere hollywoodiane molto lontane dall’immaginario collettivo trasportandoci in un vortice di dissolutezza, droga e miseria umana che sospetto assolutamente fedeli alla realtà lontana dai riflettori. Lucy, la giovane amante di Sonny che nel film appare solamente alla festa di matrimonio ma con difficoltà radicate e uno sviluppo particolarmente interessante. Kay, la fidanzata e moglie del nuovo Padrino Michael, una giovane americana che sceglierà di unirsi a una famiglia mafiosa da cui il buonsenso le consigliava di allontanarsi. Per finire col terribile Luca Brasi, il temutissimo killer con una storia alle spalle da far accapponare la pelle.

Gli intrighi, le rappresaglie, le vendette e il codice d’onore fungono da protagonisti di queste vicende raccontate in maniera magistrale. Una frase pronunciata durante un “incontro d’affari” può portare a deduzioni che sfociano in un tentato omicidio; picchiare una moglie il modo per far cadere in trappola un parente; perdonare e umiliarsi la strategia migliore per intavolare con calma una vendetta servita a distanza di tempo. Il tutto scandito da interessantissima psicologia, massime degne di qualsiasi dizionario degli aforismi e lezioni di vita.

“Il Padrino” è tutto questo e molto di più: un grande classico scorrevole e avvincente, una lezione sul modus operandi delle debolezze umane e come potersene servire a proprio vantaggio. Una lezione per non cadere trappola di persone con molti meno scrupoli di noi, impossibili da individuare a una prima occhiata e dagli effetti potenzialmente devastanti. Quanti di noi possono affermare di non essere mai stati “traditi” da un amico, colpiti vigliaccamente alle spalle da un capo o accorti troppo tardi che un collega vi ha fatto le scarpe? Spesso la strategia migliore consiste nel giocare d’anticipo e pianificare. Anziché sorbirvi volumi sul self-help, potreste trovare molto più giovamento da queste pagine… ed è un invito che non si può rifiutare.

don
Zonasansiro.com

“Non arrabbiarti mai. Non minacciare mai. Ragiona con le persone.”

“Tom non ti devi lasciare sviare. Tutto è personale, ogni briciola d’affari. Ogni pezzetto di merda che ogni uomo deve mangiare ogni giorno della sua vita, è una questione personale. Li chiamano affari. OK. Ma è personale da morire.”

“L’amicizia è tutto. L’amicizia è più del talento. È più del governo. È quasi uguale alla famiglia. Non dimenticarlo mai. Se ti fossi costruito una cerchia di amicizie non avresti avuto bisogno di rivolgerti a me per aiuto”.

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