Spritz librario

Spritz librario – “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson

Per tutti i recensori di libri arriva quel terribile momento in cui, dopo aver perso qualsiasi motivazione, sonno, entusiasmo e voglia di vivere, si debba cimentarsi nella descrizione di un libro che ha tolto loro ogni speranza sul genere umano. Special modo quando, leggendolo, appare evidente di avere gusti differenti da gran parte dell’umanità contemporanea.

Ecco qui una delle mie bestie nere. Letto quest’estate dietro espresso suggerimento di uno dei tenutari del mio corso di coaching, ancora non mi ha fatto riprendere del tutto. Ne avrete senz’altro sentito parlare: paragonabile a un’apparizione mariana, “Chi ha spostato il mio formaggio?” promette di svelare il senso di tutto le cose, smuovere gli strati più profondi della coscienza e riprogrammarci (in positivo) in men che non si dica, facendoci risparmiare tempo, fatica e denaro dall’analista.

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Beh, non va proprio così. Teoricamente breve quanto una favoletta, nella pratica ha impiegato molto più tempo a causa dell’agonia maturata. La storia ha inizio con una conversazione sopra i massimi sistemi fra un gruppo di ex compagni di liceo (o Università?), in cui si discute del successo ottenuto in vita da ognuno. Almeno finché non appare Lui, probabilmente l’ex bruttino-sfigato-tanto non se lo fila nessuno che, colpo di scena!, si è tramutato in un genio con una vita strabiliante. Ebbene, sarà compito suo narrare ai compagni di avventura la favola che, a suo tempo, gli consegnò la chiave del paradiso del suo successo. Tradotto: pagine e pagine di auto-celebrazione da parte dell’autore sulla validità della propria storiella, prima di cimentarsi nella narrazione vera e propria.

Vi faccio la sintesi (e aspetto i ringraziamenti). Entrano in scena i quattro topi dai nomi improbabili che, un bel giorno, scopriranno di non poter contare più sulla loro provvista di formaggio, dissolta misteriosamente da forze ostili e imprecisate come da titolo. Due di loro ne troveranno quasi subito un’altra perché, grazie a un senso di coscienza mistico, predissero questo momento lavorando per la buona riuscita di un piano che gli avrebbe portati verso una nuova riserva di cibo. Il terzo sceglierà di stare in un angolo a lamentarsi per sempre. Il quarto, dopo una fase di scoramento, prenderà coraggio e affronterà il temibile mondo esterno, trovando un’altra scorta. Fine.

Ora, parrebbe che durante la lettura ci si debba identificare in uno di questi quattro topi, individuare i loro sbagli e successivamente i loro punti di forza facendoli propri (i punti di forza, non i topi). Per quanto la cosa avvenga in maniera spontanea, aspettarsi che questo libricino serva o risolva qualcosa lo trovo più distopico di “1984”. Non ho tratto alcun giovamento da questa lettura, se non una breve riflessione sul fatto che intestardirsi o resistere ai cambiamenti sia controproducente: medesimo risultato di un qualsiasi post sulla crescita personale reperibile su Internet.

Personalmente ringrazio di aver preso in prestito in biblioteca questo titolo, così da non aver finanziato quel che reputo un mio spreco di tempo e risorse personali. Sono però curiosa di ascoltare pareri opposti, magari di chi ha trovato utile la lettura o ne abbia tratto insegnamenti validi. Non spaventatevi dall’astio che traspare da questo post: quando un libro mi piace ne parlo in maniera entusiasta, e coerentemente non mi risparmio in caso di delusione profonda! Perciò vi prego, fatemi rivalutare questo libro!

Ma voi, quale topo siete?

11 risposte a "Spritz librario – “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson"

  1. ehm, questo libro dalla tua descrizione non mi piace per nulla, e poi non sopporto quelli che si mettono su uno scranno dorato e si sentono in dovere di categorizzare, esprimere giudizi e dare consigli così come emerge dalle pagine descritte…La ricerca del successo non passa attraverso una facile ricetta a base di topi e formaggio, ma è frutto di una combinazione di fattori , alcuni dei quali difficili da afferrare, come la fortuna

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    1. Esattamente. Guarda, sarà che avevo delle aspettative molto alte e viene descritto quasi ovunque come “il libro sulla crescita personale più venduto al mondo”. Dico solo: a posto siamo! Probabilmente è la traduzione italiana ad aver fatto la sua parte dal momento che i 4 topi hanno nomi davvero irritanti, ripetuti a ripetizione ovviamente. Fatto sta che no, non ho captato nessun insegnamento ne nessun altro beneficio. Il bello è che è un libro diffusissimo, in ogni biblioteca lo troverai.

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      1. Esatto, voglio crederlo anche io. Comunque concordo su un altro aspetto del tuo commento, ossia il fattore fortuna. Anche secondo me ha un bel ruolo, nonostante sia di moda affermare il contrario. Mah! 🤔

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    1. Anche io all’inizio. Man mano che la lettura proseguiva però, mi sono assestata sul terzo, che guarda caso è il vero protagonista del libro e sempre guarda caso è esattamente la persona standard a cui questo libro è diretto. La storiella potrebbe anche essere valida se raccontata in un altro modo, e soprattutto senza quelle pagine iniziali su “maquantoèfigostolibromio”. Bleah!!

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    1. Oh grazie mille per il consiglio! Guarda, per fortuna sono poche pagine ma è stata veramente una lettura pesante. Il bello è che l’avevo scelto come lettura rilassata per un pomeriggio in piscina, pensa te! E dato che sto recensendo i libri in ordine di lettura, ti basti sapere che sono rimasta indietrissimo con tutte proprio perché non riuscivo ad affrontare questa bruttura, pensa te! Inconvenienti da book-blogger. A proposito, grazie per la definizione, è la prima volta che me la sento rivolgere! ❤

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