Mabon,  Riflessioni spritzettare,  Ruota dell'anno,  Sabbat

Aspettando Mabon

Da un paio d’anni a questa parte ho sviluppato un amore sviscerato per l’autunno: i suoi colori, i primi freschi, l’atmosfera fiabesca, le candele alla cannella e i thé fumanti consumati fra la quiete domestica. Mi piace osservare la natura che si prepara per andare a riposare, regalandoci un turbinio di calore e rassicurazione carico di “non è un addio ma un arrivederci, a presto!”

Non è da molto che mi sono avvicinata alla ruota dell’anno e alla potenza ciclica della natura, che trovo stupenda in ogni suo momento. Vorrei onorarla e renderle omaggio con una serie di piccoli rituali o accorgimenti, come delle decorazioni domestiche a tema o esperimenti culinari consoni al periodo dell’anno. Purtroppo però non ho uno spazio per dare libero sfogo a questa mia esigenza, non avendo una casa che possa definire “mia” con la libertà di poter organizzare quello e come vorrei.

In passato ho avuto uno spazio personale che mi piaceva moltissimo, ma il mio animo non ricercava ancora nulla di tutto questo. Negli ultimi due anni una lunga serie di sfortunati eventi mi ha portata ad occuparmi di tutt’altro e, inaspettatamente, proprio in questo “marasma cosmico” un germoglio è inaspettatamente spuntato facendomi avvicinare a un mondo che ora reputo indispensabile. Oggi, trascorsa la frenesia dell’estate e lasciatemi alle spalle delle noiose e temporanee seccature, cresce l’esigenza di trovare questo magico luogo da poter definire “mio”, dover poter nutrire la persona che sono diventata al termine di questo lungo periodo di stasi.

Mabon è alle porte: per quanto lo ritenga uno dei periodi che preferisco, interpreto il caldo afoso che questa lunga estate ci sta regalando come un’amorevole pacca sulle spalle che mi rassicura. “Dai su, fa niente, senti che caldo, ti metteresti mai ad accendere candele alla mela rossa e decorare le finestre con foglie gialle?” In effetti no. Conto quindi di rifarmi per Samhain. Io sono già in moto per trovare questo mio luogo personale e fatato, e sono sicura che per allora avrò un bel centrotavola di zucche e un altare in cui poter onorare i miei antenati. Parola di strega.

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