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Cemetery Safari, racconti verde acido al cimitero

Che rapporto avete coi cimiteri? I cimiteri domestici non mi suscitano granché, ma in viaggio adoro esplorare i luoghi di sepoltura: dai cimiteri canonici, a quelli decisamente alternativi come le Catacombe dei Cappuccini a Palermo. Ho smesso da tempo di considerarli luoghi macabri e lacrimevoli, vedendoli come ricettacoli di storie, arte e grande bellezza. Ma avreste mai pensato di intraprendere un “cemetery safari”?

C’è una vera forza della natura che, da qualche anno, dedica ai luoghi di sepoltura visitati in giro per il mondo una grande fetta del suo blog “verde acido”. Lei è Claudia, una frizzantissima travel blogger toscana, grande viaggiatrice, lettrice e musicista. Nel suo blog “Viaggi Verde Acido” traspare tutta la sua competenza, ironia e simpatia… con un occhio di riguardo proprio “all’ultimo viaggio”: chi avrebbe deciso infatti che i cimiteri siano freddi, mesti e tutti uguali? Nulla di più falso!

Ecco Claudia! @viaggiverdeacidoblog

Venite a conoscere meglio Claudia e il suo libro, intitolato “Cimitery Safari – I morti non sono mai stati così divertenti!”. Conoscerete lapidi a forma di microfono e leggerete epitaffi spassosi, vedrete autentiche opere d’arte marmoree e, soprattutto, consulterete questi racconti di viaggio prima di partire per le prossime vacanze. Non ci credete? Preparatevi uno spritz e accomodatevi con me e Claudia, noi siamo già pronte per l’aperitivo!

Cemetery Safari: i morti non sono mai stati così divertenti!

1) Ciao Claudia! Un alieno ha decriptato il linguaggio umano e sta leggendo queste righe. Come ti presenteresti a costui?

Ciao Alieno sono Claudia, livornese che vive da quasi 20 anni a Firenze (la conoscerai di sicuro perché negli anni ’50 ci fu un avvistamento di decine di UFO sopra allo stadio durante una partita della Fiorentina. Io non ci ho mai creduto, ma dal momento che ti sto scrivendo, mi pare chiaro che te e i tuoi compari siate già stati dalle mie parti). Faccio la guida turistica a Firenze e la travel blogger, sempre in cerca del curioso, dell’insolito e del macabro che si nasconde tra le pieghe della storia.

2) Nel 2009 hai aperto il blog “Viaggi Verde Acido” in cui racconti delle tue avventure e consigli e suggerimenti sulla città di Firenze. Racconta all’alieno di cui sopra il motivo per cui dovrebbe assolutamente venire a leggere il tuo blog (noi lo sappiamo già!).

Dovresti leggere il mio blog perché è onesto. Viaggio spesso da sola zaino in spalla, seguendo solo le mie passioni e i miei interessi: la maggior parte dei miei viaggi non è sponsorizzata perché preferisco viaggiare in autonomia, mantenendo il mio punto di vista autentico. Amo scoprire l’arte e la storia dei luoghi perché sono una secchiona, non mi perdo mai i musei di anatomia umana, i cabinet of curiosities e, naturalmente, i cimiteri.

3) Il pezzo forte del tuo blog riguarda senza dubbio i “Cimitery Safari”, articoli dedicati ai luoghi di sepoltura mondiali. Ricordi quale sia stato il cimitero che fece scattare in te la scintilla de “li voglio visitare TUTTI!”?

Il cimitero fisico che mi fece venire voglia di visitarne in più possibile fu quello ebraico di Praga, uno dei più famosi e visitati al mondo. Ma la fissa per i cimiteri nacque anni prima, quando lessi “l’Antologia di Spoon River” e mi innamorai di quel cimitero letterario. Il cimitero di Spoon River esiste davvero, nel sud dell’Illinois, e l’ho visitato qualche anno fa durante uno scalcinato on the road in solitaria in America.

La valigia verde acido! @viaggiverdeacidoblog

4) La reazione più comune e la più assurda che ricordi in seguito a un coming-out funerario durante una conversazione.

Io sono molto orgogliosa dei miei Cemetery Safari e del fatto che mantenga sempre un punto di vista storico-artistico. Non mi interessano fantasmi, superstizioni e aspetti esoterici, ma molti si limitano a immaginare questo perché sono ciò che essi stessi associano ai cimiteri. Le reazioni di diffidenza ci sono, ma non sono un problema. Sono invece l’occasione per proporre un nuovo punto di vista sui luoghi di sepoltura, instillare la curiosità e la voglia di scoprirne aspetti diversi.

La nascita del safari cimiteriale

5) Quando è nata l’idea di raccogliere tutte le tue visite e racconti in un libro, “Cemetery Safari”, uscito il 16 novembre?

Sul blog ho sempre raccontato i cimiteri, ma volevo scriverne a ruota libera senza i vincoli della scrittura per il web, concedendomi la possibilità di approfondire, divagare e raccontare tutte le storie che ho raccolto in anni di passeggiate tra le lapidi. Insomma, dettando le mie regole.

6) In un Paese troppo spesso bigotto come il nostro, l’Italiano Medio si avvicinerà al tuo libro sullo scaffale e… anticipalo parlandogli del tuo libro! Cosa gli diresti?

Il mio libro racconta tutti i cimiteri visitati nei miei viaggi, e le tante storie straordinarie di uomini e donne, comuni e non, che avessero voluto essere ricordati dopo la propria morte. Ci sono tombe a forma di microfono e cimiteri circensi, importanti artisti e spregevoli delinquenti, agenti segreti e rockstar maledette, libri rilegati in pelle umana e cani criminali. Ma ci sono anche le mie avventure di viaggio, compresa quella volta in cui sono stata avvelenata dalla polizia taiwanese. Spero che il mio libro faccia venire voglia ai lettori di visitare i cimiteri con curiosità ed entusiasmo: alla fine troverete un’appendice con i simboli più comuni che si possano trovare sulle tombe e i loro significati. Un piccolo strumento di lettura per chi decida di avventurarsi in un Cemetery Safari per la prima volta.

“È inutile far finta di niente: prima o poi al cimitero ci finiamo tutti, artisti e re, ricchi e poveri, soldati e civili. Quello che cambia è come vogliamo essere ricordati.

7) Penso che quello che fai sia, oltre che interessantissimo, vitale per sdoganare molti preconcetti su quel che viene visto come un tabù ancora eccessivo, la morte. Ricordi l’epitaffio più singolare che ti sia mai capitato di leggere?

Adoro gli epitaffi ben pensati! Il più simpatico è quello di Mel Blanc, doppiatore dei personaggi dei Looney Tunes, il quale fece scrivere sulla propria lapide “that’s all, folks”. E poi Lemmy Kilmister: “born to lose, lived to win”. Infine segnalo la tomba di Augustus Dickens al Graceland Cemetery di Chicago. Augustus era il fratello sfigato di Charles Dickens, consegnato a perpetua memoria dal suo epitaffio come “fratello dello scrittore Charles Dickens”.

8) Grazie per essere stata con noi Claudia, non vedo l’ora di avere una copia del tuo libro e partire all’avventura! A proposito, lo scorso aprile ti scrissi suggerendo di inserire il cimitero buddista del quartiere Aoyama di Tokyo, che visitai. Lo troverò… vero?

Il cimitero di Tokyo non lo troverai perché non sono ancora stata in Giappone! Ah Ah!

Leggi anche “Come (non) ti organizzo un viaggio in Giappone

Potete trovare “Cemetery Safari” su Amazon, uno splendido regalo di Natale per voi (come ho fatto io!) e per i vostri amici viaggiatori. Vi suggerisco inoltre di tenere d’occhio, dal blog di Claudia, le date del suo book tour: io sarò in prima fila a Verona nel mese di marzo. Vi aspettiamo!

2 Comments

  • elena

    Anche io, sai, sono una patita di cimiteri in viaggio! Li visito, sempre, in ogni città in cui mi reco, ed ognuno ha sempre qualcosa di affascinante. Che forte l’idea addirittura di un libro! Vado a curiosare!

    • The Spritzy Witch

      A me incuriosivano molto, ma avevo paura di passare per morbosa. Ma ho decisamente abbandonato questo timore 😂😂 il libro è proprio bello, ne ho parlato anche su Instagram! Lo consiglio, unico nel suo genere!

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