Casi umani

I miei casi umani – Ep. 1. “Fiorellino Giramondo”

Avverto la necessità fisica di inaugurare questo nuovo appuntamento intitolato, per l’appunto, “i miei casi umani”, in cui descrivere esemplari di razza bipede implume che, in qualche modo, mi colpiscono. Temo in realtà di conoscere già quel che sarà il leit-motiv di questa rubrica: persone in grado di brillare fra la massa a colpi di “predico bene ma razzolo male, malissimo… scansatevi che sto arrivando!.

“Predicano le verità in cui credono o le verità in cui credono di dover credere?”
(Nicolás Gómez Dávila)

Il caso umano che vi sottoporrò oggi è una madre di famiglia sui 40 anni con cui ho una conoscenza solamente virtuale.

Accessoriata di marito e quattro pargoli, la sua attività sui social ferve in gruppi di viaggi familiari in cui ci si scambia consigli su vacanze e luoghi da visitare in formato famiglia. Il comune denominatore è uno: criticare chi predilige luoghi vicini o nazionali, dando senza troppi giri di parole per stupide le persone che scelgono il mare della riviera romagnola, la Versilia o la costa veneta. Elogia se stessa quando, con imprese degne di Hulk, descrive quanto sia facile imbarcare due neonati per un viaggio intercontinentale o spendere pochissimo per una vacanza d’oltreoceano, dell’importanza di far viaggiare i propri figli in ogni occasione utile allo scopo di “svagarli, far vedere il mondo, crescerli in un contesto multiculturale” e via dicendo.

Intenti nobilissimi: peccato stonino parecchio quando, senza ricorrere a un genio del crimine, si sorvoli sul fatto che la gran parte di questa libertà la componga il lavoro proprio e del marito, il quale permette di fissare date per le vacanze un anno prima con i relativi vantaggi del caso, denigrando la “plebe” che per cause di forza maggiore dovrà ripiegare sulle uniche due settimane libere a ferragosto. What a f**k?!

Il tutto si ripete da mesi in cui in molti post compare lei, elencando tutti i viaggi passati, presenti e futuri dei propri figli, accompagnandoli con commenti quali “lì non andrei nemmeno gratis”, “basta organizzarsi”, “ma chi ve lo fa fare? Io ho viaggiato in aereo coi miei figli mentre avevano 3 mesi” eccetera. L’ammiro: sono la prima a osservare le problematiche irrazionali della gran parte dei genitori italiani in tema “viaggi e bambini”, confrontando la serenità delle famiglie straniere perfettamente a loro agio co bimbi a seguito in qualsiasi contesto turistico. Ma in questo caso il troppo, come si suol dire, stroppia.

L’apice delle gesta toccate da questa superdonna, che credevo eccessivamente vanitosa e piena di sè ma sostanzialmente molto indipendente, è quando ha confessato in un post di non avere la patente e la paura di non poter realizzare, come aveva già prefissato, la vacanza dei sogni.

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Ora.

Non avere la patente.

Niente di male. O meglio. Io stessa ho preso la patente in età da tardona, quindi penso di essere la persona più qualificata per dire che, chi non la possiede, preferisce delegare per pigrizia e/o comodità agli altri molte incombenze anziché affrontare i propri disagi o paure, più che legittime. Ma negli anni in cui non guidavo non mi sarei mai messa a fare la predica sui viaggi altrui dal momento che, da sola, non sarei riuscita nemmeno ad arrivare al centro commerciale cittadino senza perdere tre ore in autobus. O fare visita a mammà senza 2 treni e chilometri a piedi. O andare in farmacia senza mezz’ora in bicicletta. Il mio caso umano sarà una tipa sportiva, dite voi? Per niente, vi assicuro. Inoltre, con quattro bambini, non credo ci sia ancora tandem o sidecar che tenga.

Questa ipocrisia mi ha lasciata piuttosto basita: denigrare il prossimo su come e dove passi i propri giorni di vacanza tralasciando il fatto che, da sole, non si riuscirebbe ad andare da nessuna parte. Forse il marito avrà molto tempo libero, forse gli farà piacere, forse lei ha qualche problema di salute che non le permette di conseguire la patente: verissimo, ma ciò non esime dall’aver fatto, a parere mio, un’autentica meschina figura. Per ragioni che non so nemmeno se sono riuscita a descrivere adeguatamente!

La prendo come un’ennesima lezione di vita sul fatto che, ennesima conferma, chi predica bene razzola male e su come le persone non abbiano proprio il concetto su quali argomenti sarebbe preferibile non esprimersi.

4 Comments

  • Il Viaggio del Matto

    Interessante la combinazione “giudicare tutti” come poveri sfigati ignoranti, e poi non preoccuparsi minimamente di far volare dei bambini di 3 mesi dove gli scoppiano le orecchie e piangono tutto il tempo per il male e per lo stordimento da aria condizionata e turbolenze. Oltre al fatto che, diciamocelo, fare un volo Lisbona – Rio de Janeiro con un bambino urlante di notte, è anche una mancanza di rispetto verso tutti gli altri passeggeri che, una volta arrivati a Rio, magari vorrebbero vederla e non restare a dormire o impasticcarsi per il mal di testa. Ma degli altri, chissene, sti poveracci sfigati che non si portano i figli all over the world XD

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