Donne,  Mamme,  Riflessioni spritzettare

“Non vuoi figli? Sporca egoista!” Il maschilismo nei secoli dei secoli, Amen!

Fino a qualche giorno fa mi sarei definita fortunata: nessuno, nella mia cerchia, aveva mai commentato negativamente il fatto che a più di 30 anni non avessi ancora deciso di riprodurmi. Nel giro di una settimana, però, il gap si è colmato: da una parte mia madre, dall’altra un collega di lavoro.

Inaspettatamente la frase proveniente da mia madre mi ha stupita poco. Durante un litigio scoppiato, come direbbe la cronaca nera, per futili motivi, tra i vari epiteti e frasi sparate nel mucchio è spiccata, per la prima volta, un bel “… e non vuoi figli!” Io sono rimasta tre secondi in attesa decidendo che si, il suono elaborato nella mia testa era esattamente quel che sembrava, prima di ribattere docilmente “…sempre meglio che farli e abbandonarli dalla suocera!” (come altri esponenti della famiglia insegnano). Tale la scoccata da coniare sul momento nuove tesi sul mio presunto vivere ai margini della società, di cui l’argomento appena trattato si confermò essere il più grave (potete ben immaginare i successivi).

Gli aspetti a cui ho dato più importanza in questa rissa mancata sono state l’accusa sparata a casaccio (non ho mai detto di non volere figli in senso assoluto, bensì di non desiderarli ORA) e, soprattutto, la mia calma e pacatezza durante l’intera durata della pantomima. Seduta al tavolo della cucina, fissavo mia madre inveirmi contro rispondendo con tono di voce normale e tramutando una furia da Erinni in una conversazione, al termine, costruttiva. Pat-pat. Mi congedo una pacca sulla spalla da sola. Il coaching, le mie letture sull’assertività e i miei corsi sulla comunicazione hanno decisamente dato i loro frutti!

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Pixabay

 

Il secondo episodio riguarda invece una conversazione con un collega, genitore di figlio unico (“per dargli il meglio”) e marito di moglie dipendente in ogni cosa (“patente? No no, ci sono io quando c’è bisogno”). Parlando di famiglia e affermando di non volere figli (ora) ha esclamato “eh, però volere una famiglia è naturale, non volerli è da egoisti”. Ho immediatamente domandato dove si anniderebbe l’egoismo, senza ottenere una risposta convincente differente da “è naturale volere un figlio, è naturale”hem.

La discussione è continuata affermando che trovavo in lui, fortunatamente, un padre moderno: passare il pomeriggio a giocare al fai da te col proprio figlio non è purtroppo aspetto ancora comune. Peccato che subito dopo abbia ammesso di avergli cambiato il pannolino 10 volte in tutto, che in passato sia stato lontano per parecchio dalla famiglia a causa di un trasferimento lavorativo e che “per certe cose sono meglio le donne”. Come al solito, il tutto si è arenato nella classica convinzione dell’uomo che si, avere figli è meraviglioso quando li devi far divertire, fare la voce grossa o essere orgogliosi di lui. Quando si tratta di cura, questioni pratiche, sbattimenti vari allora “è più brava la mamma”. Cala il sipario.

Nell’arco della conversazione , naturalmente, ho anche specificato come spesso siano le donne stesse a far passare i padri per incompetenti: sia mai possano sentirsi interscambiabili o non indispensabili! Meglio fare tutto da sole, lamentarsi, non delegare neppure la frittura di un uovo, maledire il proprio destino quando ci si trova in compagnia delle proprie simili, prendersi un esaurimento nervoso ma sentirsi D.O.N.N.E. e M.A.D.R.I. come il maschilismo ha insegnato loro nei secoli dei secoli. Amen.

Quello che avrei voluto dire a questo collega, consapevole che non l’avrei comunque smosso dalle sue paleolitiche considerazioni, non è la sciagura delle donne contemporanee che si permettono di non avere figli, bensì il dramma di chi ci ha precedute sul non essersi mai concesse il lusso di domandarsi se li volessero veramente. Trovo che fare qualsiasi cosa per obbligo sia devastante, figuriamoci la scelta di essere madri senza perdere due minuti del proprio tempo a chiedersi (e rispondersi) che si, è proprio ciò a cui aspiravano. Io mi sono fatta questa domanda più volte, e dopo un periodo da “No Kids” convinta, sono approdata al movimento “scelgo la busta numero 2!” rinviando il tutto a un futuro indefinito. E non mi interessano minimamente i luoghi comuni come “se aspetti il momento giusto non li farai mai” o similari, ne’ di eventuali difficoltà mediche future. Sono consapevole? Ho deciso? Sì. Il resto non dovrebbe importare a nessuno dal momento che il mio operato non danneggia il loro. Ma credo che alla base ci sia risentimento sulla consapevolezza altrui nutrita da chi, purtroppo, queste domande non se le è mai potute o volute fare. Non sto dicendo che tutte le madri siano invidiose della libertà altrui, anzi: ma mi limito a osservare come la rabbia immotivata scaturisca da motivazioni estremamente personali. E su questo argomento si approda sempre a questo: “sei un’egoista”. Sì, mi dedico a me stessa. Questo fa di me un’egoista? Non la vedo così: quindi parliamo del perché, piuttosto, senti il bisogno fisico di etichettarmi in questo modo? Sminuire gli altri è da sempre sintomo di mancanza propria. Si parla sempre troppo poco dell’autodeterminazione delle donne, nonostante negli ultimi tempi ci sia molta più attenzione al riguardo.

Con l’occasione propongo un consiglio di lettura: un bellissimo saggio dal titolo volutamente provocatorio, “Pentirsi di essere madri”. Non so quanto successo abbia avuto in Italia, lo studio ha avuto luogo in Israele dove esiste un culto ancora maggiore della maternità e della famiglia (composta da almeno tre figli). Se la domanda che vi state facendo è “davvero ci si può pentire di essere madri?” vi spoilero che la risposta è affermativa. E questo non mi ha indotto disgusto verso le donne che lo ammettevano. Se invece doveste provare tanta rabbia nel corso di questa lettura, fatene tesoro. Ammettere di provare certe emozioni o avere determinati pensieri non fa di nessuno di noi persone orribili, ma persone migliori. Uno dei miei detti preferiti è “la consapevolezza è una forza”, quindi perché non scegliere di diventare più forti?

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“Com’era? Ah si! Ti giudicheranno sempre, ecc. ecc.” (by Pixabay)

8 Comments

  • Vittorio Tatti

    Per come la vedo io non esiste egoismo più grande di un genitore che decide di avere un figlio solo perché lo fanno tutti, senza preoccuparsi della società che dovrà affrontare; per questo motivo non ringrazierò MAI i miei genitori per il “dono” che mi hanno fatto.

  • La Strega

    A me viene chiesto quando mi sposerò (per avere figli) da quasi una decina d’anni e, considerato che io proprio non li voglio, è sempre uno spasso. Hai ragione, comunque, a dire di non voler riprodursi (e non importa se a tempo indefinito o meno) si passa sempre per egoisti, pazzi, strani o alla meglio (alla meglio!!) immaturi.

    • La strega spritzettara

      Madó ? un pacchettino di cavoli propri davvero mai! Si, e fa ridere i polli il mito che il matrimonio sia una requisito indispensabile per la procreazione ? Per il resto hai perfettamente ragione. Dire consapevolmente “io non voglio questo” si diventa degli egoisti. Si, siamo egoiste!! ??

  • Valentina

    Non è un nuovo post, ma “guarda caso” mi è saltato subito all’occhio. No kids convinta, idem il mio compagno, ed atteggiamenti simili a quelli che racconti sono una storia trita e ritrita. Rispetto delle scelte altrui: zero.

    • The Spritzy Witch

      Io penso sempre che davanti a questo argomento ci sia molta invidia. Non, beninteso, sul fatto di non avere figli, bensì trovarsi qualcuno che si prende la briga di prendere scelte completamente controcorrente con grande soddisfazione. La libertà altrui fa sempre rabbia, e con questo non voglio dire che chi la provi non ami i propri figli o si sia pentito di averli, assolutamente. Da solo molto fastidio che qualcuno, in un argomento simili, non accetti “il volere comune” ma abbia la forza di fare altre scelte consone al proprio modo di sentire. Complimenti a te e al tuo compagno!!

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