8 film da vacanze invernali the spritzy witch
Film e serie TV,  Ispirazioni

8 film da vacanza invernale – Plaid e relax

Ecco arrivato il momento più bello delle festività natalizie. I parenti se ne vanno, le domande imbarazzanti cessano, la tavola è sparecchiata, si spegne il CD delle canzoni di Natale e il frigo è saturo di avanzi. Tutti gli orribili regali ricevuti (coincidono con i nominati in questa lista?) riposano in attesa di nuova gloria su Subito.it o mercatini dell’usato. Si spengono le luci e cominciano finalmente le vere vacanze: un dolce far niente di relax, serie TV e bei film. Da un’idea nata su Instagram, ecco una lista di  8 film da vacanza invernale: belli, appassionanti, positivi e a lieto fine. Sul titolo del film ho inserito il link al trailer, così da farvi un’idea più precisa. Eccovi serviti!

WARNING: “a lieto fine” non significa “commozione esente”… anzi. Le belle storie sono spesso contraddistinte da vicende serrate e un finale che fa sciogliere il cuore. Attribuirò quindi un punteggio di “livello fazzoletto” contrassegnato da un numero da 1 a 5, così che gli animi più sensibili possano regolarsi sulla scorta di Kleenex da posizionare accanto il divano.

QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DI SPICCARE IL VOLO – LA FAMIGLIA BELIER

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“Chiudi quegli occhi e fa volare la tua anima.”

In “La famiglia Belier” vediamo Paula, adolescente cresciuta in una famiglia di sordomuti, alle prese con la scuola e il lavoro nella fattoria di famiglia. Il suo contributo nell’attività è fondamentale essendo l’unica, fra genitori e fratello minore, dotata di udito. Le cose si complicano quando scoprirà di avere, paradossalmente, un talento inaudito per il canto, tanto da essere esortata dal suo arcigno professore di musica a partecipare a un concorso canoro che, in caso di vittoria, la vedrebbe frequentare una prestigiosissima scuola a Parigi. Questo però comporterebbe lasciare la famiglia, decisione non facile per Paula, specie quando i genitori le si rivolteranno contro cercando di fermarla.

Ci piace perché: uno dei dilemmi più diffusi consiste nel lasciare le persone che amiamo per inseguire i nostri sogni. Vedere qualcuno che si destreggia in questo fa sempre bene, specie se accompagnato da un umorismo esilarante e una colonna sonora di rara bellezza.

Livello fazzoletto: 5/5. Apriamo in bellezza: sto piangendo solo nel ricordare le scene finali… ma ne vale dannatamente la pena.

QUANDO CI SI TROVA AD AFFRONTARE L’IMPOSSIBILE – IL DISCORSO DEL RE

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“Hai timore…? Non aver timore.”

Tutti abbiamo sentito parlare del balbuziente padre della regina Elisabetta II, ricordato come il sovrano più riluttante della storia, trovatosi non solo re contro la propria volontà a causa dell’abdicazione del fratello maggiore ma persino con una guerra mondiale alle porte. Ne “Il discorso del re” vedremo Colin Firth nei panni di Bertie, alias re Giorgio VI, il principe di serie B su cui nessuno (in primis se stesso) avrebbe scommesso una sterlina alle prese con un’imminente incoronazione a re d’Inghilterra e un handicap fisico incompatibile con tale status, le balbuzie. Una caz*utissima Helena Bohnam Carter, nel film la moglie Elisabetta, lo indirizzerà a Lionel, un logopedista australiano con cui nascerà un’insolita amicizia alla ricerca di una cura per il proprio difetto.

Ci piace perché: quando il destino si fa beffe di noi sfidandoci ad affrontare terrore, sforzi titanici e ruoli per cui non ci sentiamo tagliati, questo film ci mostra come prima di noi un uomo dall’animo semplice riuscì a trovare in se stesso la forza che non avrebbe mai pensato di avere, rivestendo egregiamente il ruolo di sovrano di un impero durante un conflitto mondiale. Per gli esperti di coaching, uno stupendo film da consigliare per chi non brilli di autostima.

Livello fazzoletto: 3/5. Il discorso finale di re Giorgio trasmesso in diretta radio trasuda forza, fatica, impegno e terrore. A mio parere si tratta di una delle scene cinematografiche più empatiche che abbia mai visto, in cui è impossibile non rimanere col fiato sospeso a fare il tifo per quest’uomo, trovatosi a rivestire dagli eventi un ruolo di inimmaginabile responsabilità.

QUANDO IL MONDO OSTACOLA IL NOSTRO GENIO – IL DIRITTO DI CONTARE

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“Sono una donna nera: non considero niente impossibile.”

Donne, nere, scienziate. Premessa ingiustamente non facile per nessuna, ancor di più se appartenente all’America degli anni ’60. “Il diritto di contare” parla della storia vera di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afroamericane che lavorarono alla NASA rendendo possibile la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, monopolizzando di fatto la Corsa allo Spazio da parte degli USA. Le tre scienziate dovettero affrontare ogni sorta di discriminazione, difficoltà e ostacoli dettati unicamente dal fatto di essere donne e nere. Una lezione sulla stupidità dei pregiudizi e la forza della determinazione.

Ci piace perché: il maschilismo e il razzismo sono problematiche attualissime, combattute nel corso della storia da persone coraggiose. In questo film non vedremo lotte armate o discorsi in piazza, ma la pacata dignità di donne geniali consapevoli del tempo in cui vivevano e del proprio valore, meritatamente riconosciuto.

Livello fazzoletto: 2/5. Solo qualche lacrimuccia dovuta alla forza di queste interpretazioni, lo prometto.

QUANDO LA PERSEVERANZA PREMIA – 12 ANNI SCHIAVO

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“Io non voglio sopravvivere. Io voglio vivere.”

Anche qui una storia vera e incredibile, ambientata nell’America precedente la guerra civile. In “12 anni schiavo” Solomon, un nero nato libero nello Stato di New York, viene rapito e venduto come schiavo in una piantagione del Sud. La sua incredibile epopea durerà 12 anni, in cui verrà venduto a vari padroni costringendolo a subire le più terribili angherie e assistere a numerose miserie dell’animo umano. In tutto questo tempo Salomon non si dichiarò mai sconfitto, facendo appello a tutta la propria forza interiore per sopravvivere ed escogitare un modo dietro l’altro per affrancarsi e tornare alla propria vita. Ce la farà.

Ci piace perché: spesso viene voglia di gettare la spugna e non impegnarsi a sufficienza in un’impresa che ci appare lunga e difficoltosa. Se poi la nostra dignità viene ripetutamente compromessa, si può sprofondare nell’apatia con conseguenze devastanti. Solomon ci insegna che la perseveranza può farci riuscire dove non oseremmo sperare: facciamone tesoro.

Livello fazzoletto: per me 2/5. Ma quale effetto potrebbe farvi rivedere vostra moglie e i vostri figli dopo 12 anni?

QUANDO LA FAMIGLIA REMA CONTRO (E L’APPARENZA INGANNA) – COCO

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“Nessuno mi garantiva che avrei avuto un futuro, quindi spettava a me afferrare quel sogno, stringerlo forte e farlo diventare realtà.”

Doppia tematica per questo meraviglioso film d’animazione capace, se non siete avvezzi a questo genere, di convertirvi completamente. In “Coco” vediamo Miguel, ragazzino messicano infervorato musicista, vivere in una famiglia di calzolai in cui la musica è purtroppo bandita: a causa di questa passione infatti, decenni prima la trisavola venne lasciata sola con una figlia da un marito aspirante musicista, che non fece mai più ritorno a casa. Miguel vive molto male questo divieto, il cui culmine viene raggiunto il 1 novembre, Dias de los Muertos, in cui viene catapultato nel mondo dell’Aldilà. Qui incontrerà tutta la propria famiglia defunta, da cui cercherà una benedizione per poter tornare nel regno dei vivi. Il prezzo da pagare però è il giuramento di non suonare mai più, promessa che Miguel non si sentirà di concedere. Nell’impresa lo aiuterà Hector, un defunto che non viene ricordato da nessun discendente vivente.

Ci piace perché: una famiglia che ci ostacola è un fardello comune a molti, e decidere di remare contro le irrazionali paure o pregiudizi delle persone che amiamo è sempre una scelta molto difficile. A questo si aggiunge un insegnamento esemplare su come, a volte, le apparenze possano ingannare e quello che ci sembra chiaro in realtà nasconda dinamiche inaspettate capaci di ribaltare una situazione.

Livello fazzoletto: 5/5. Fate un giro al supermercato per essere sicuri che la scorta vi basti. Ero stata avvertita, ma molto spavaldamente avevo ignorato l’ammonimento: sono dovuta scappare al bagno durante la visione in famiglia per mantenere una dignità.

QUANDO L’IRRAZIONALE SFIDA LA LOGICA – LA CASA SUL LAGO DEL TEMPO

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“Il tempo un giorno ci riunirà. Anche se ora siamo distanti, troverò il modo per esserti vicino e occuparmi di te.”

Che rapporto avete con la magia o il mondo dell’irrazionale? Probabilmente buono, se state leggendo il mio blog. In caso contrario, vi suggerisco un bel film romantico di qualche anno fa in cui potrete mettere da parte la logica quotidiana per considerare altre possibilità. In “La casa sul lago del tempo” Sandra Bullock è il medico Kate, una donna sola che si trasferisce in una bellissima casa sul lago. Scoprirà ben presto che, grazie alla cassetta delle lettere, le è possibile comunicare con l’uomo più bello del creato Keanu Reeves, alias Alex, l’architetto che precedentemente abitò la casa. Il lato inverosimile di questo scambio epistolare è il salto temporale presente fra i due: per Kate è il 2006, mentre Alex si trova nel 2004. Nonostante la situazione inverosimile la loro corrispondenza diventerà sempre più profonda, tanto da darsi appuntamento nel 2006 per conoscersi di persona. L’incontro non andrà come i due se l’erano immaginato, tanto che Kate deciderà di interrompere la corrispondenza. Ma basterà questo per dimenticare una storia così appassionata?

Ci piace perché: per quanto a tutt* noi piacerebbe avere Keanu Reeves che sbavi per noi vivere una storia da romanzo fantasy, è possibile vedere magia tutti i giorni. E da razionale DOC, non posso che confermare di come sia più facile di quanto si pensi. Iniziamo ad allenare l’occhio con una bella storia d’amore! Ho già detto ci sia Keanu Reeves?

Livello fazzoletto: 2/5. Si rimane talmente in tensione nel finale che l’emotività viene meno… Forse.

QUANDO VI DIRANNO CHE E’ IMPOSSIBILE – GATTACA – LA PORTA DELL’UNIVERSO

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“Non esiste un gene per il destino”.

Nel futuro, grazie alla manipolazione genetica, ogni bambino verrà progettato a tavolino e catalogato alla nascita secondo le proprie doti fisiche e intellettuali. Per le persone nate “col vecchio metodo tradizionale” la vita è dura, etichettate come Non-Valide e pesantemente discriminate. A quest’ultima fazione appartiene Vincent (Ethan Hawke), ragazzo dotatissimo ma colpevole di nutrire il sogno di diventare cosmonauta e appartenere alla metà sbagliata della società. L’unica possibilità di riuscire nel suo intento consiste nell’appropriarsi dell’identità di un “Valido” e farsi strada. Si procurerà l’identità di Jerome (Jude Law), un ragazzo brillante ma ormai inerme su una sedia a rotella a causa di un incidente, il quale gli permetterà di entrare nel prestigioso programma spaziale. Le contromisure necessarie a celare la propria identità subiranno un duro colpo quando, nell’edificio in cui lavora, verrà commesso un omicidio e le indagini rileveranno le sue cellule, corrispondenti secondo i database al nome di Vincent. Questo manderà in allarme i funzionari governativi, increduli di come un Non-Valido possa mimetizzarsi fra i propri lavoratori dando il via a controlli ancora più serrati. Per Vincent-Jerome le cose si complicheranno ancora di più.

Ci piace perché: il trailer non rende giustizia a questo bellissimo film del 1997. Oltre alle riflessioni sulla pretesa perfezione da parte della società odierna e gli interrogativi su fine a che punto possa spingersi la genetica, l’argomento principe è senz’altro la realizzazione dei propri sogni senza alcun mezzo. Anche se sulla carta ci daranno per perdenti, sarà bene tentare il tutto per tutto.

Livello fazzoletto: 1/5, ma nulla toglie alla grandezza dell’opera.

QUANDO SI RICONOSCE DI AVER SBAGLIATO – ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

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“Signorina Elizabeth, ho lottato invano, ma non c’è rimedio… vi amo con grande ardore.”

I puristi dell’opera letteraria non me ne vorranno per la segnalazione di questa trasposizione cinematografica, che a me piace molto. La storia di “Orgoglio e pregiudizio”è nota. Elizabeth Bennet, col volto di Keira Knightley, è la seconda di 5 figlie in una famiglia inglese d’epoca vittoriana. L’unica preoccupazione della svampita madre è quella di far sposare le figlie, ragazzine superficiali a eccezione della studiosa Elizabeth e della splendida sorella maggiore Jane. Il sogno materno si avvicinerà quando nella proprietà accanto verrà ad abitare il nobile Bingley, accompagnato dall’altero Mr. Darcy. Durante un ricevimento quest’ultimo avrà un primo scontro con Elizabeth, che lo etichetterà come un uomo odioso e altezzoso. A questi si aggiungerà “crudele” dopo aver ascoltato la storia di Wickham, in passato amico di Darcy e da lui trattato ingiustamente, nonché ritenerlo responsabile dell’allontanamento fra la sorella Jane e l’amato Mr. Bingley. L’intelligenza e la personalità di Elizabeth però non sfuggiranno a Darcy, il quale le dichiarerà il suo amore col risultato di vedersi respingere con orrore. Le cose successivamente si riveleranno molto diverse: Elizabeth scoprirà la verità su Mr. Darcy, in realtà un uomo onesto e dal cuore generoso rivalutandolo completamente. Riuscirà a tornare sui propri passi e ammettere di essersi sbagliata sul suo conto?

Ci piace perché: Jane Austen non ha bisogno di presentazioni, ma anche chi non avesse letto il suo libro troverà l’omonimo film godibilissimo. E’ facile assecondare le proprie impressioni e fidarsi della prima campana che suona in merito a una vicenda, ma ammettere di aver sbagliato richiede l’umiltà e la forza di sapersi mettere in discussione. Mettere da parte l’orgoglio è una capacità che manca a troppe persone. Ah, naturalmente leggete il libro! Entrambe le opere vi faranno ridere parecchio: il sarcasmo fa da padrone.

Livello fazzoletto: 3/5. La scena della dichiarazione d’amore di Mr. Darcy sotto la pioggia è andata in loop sul mio PC innumerevoli volte. L’epilogo di quella scena non è proprio quella che vorremmo, ma le parole pronunciate sono di rara bellezza. Comprese le frasi di commiato di Mr. Bennet alla sua Lizzie.

Voi avete mai visto i film di questa lista? A me è venuta voglia di rivederne almeno un paio! Ne consiglieresti altri con una trama avvincente e un bel finale? Raccontatelo sui commenti!

12 Comments

  • Every Single Word

    Bellissima lista, li ho visti tutti (e molti li ho sul mio scaffale DVD) tranne Gattaca (mi sa che devo rimediare presto!). Ok, sarò banale, ma praticamente conosco Orgoglio e pregiudizio a memoria, incluse le frecciate Caroline Bingley/Elizabeth (che mi fanno morire dalle risate); visto che lo hai citato, ti consiglio un altro adattamento della Austen che mi piace moltissimo, Ragione e Sentimento di Ang Lee, con Emma Thompson e Hugh Grant. è un po’ meno “brillante” rispetto al più moderno film di Joe Wright ma si muove comunque sulla stessa scia di ironia velata (che io adoro)! E visto che sono in tema te ne consiglierei un altro dei miei preferiti, The illusionist 🙂 Tantissimi auguri di buone feste (e buon meritato relax)! 🙂

    • La strega spritzettara

      Uuuh grazie mille!! Anche io adoró Orgoglio e Pregiudizio, a parte trovare bellissimissimo l’attore ? (peccato il tempo sia stato impietoso con lui) anche io mi spancio dal ridere con la sua espressione poker face durante il loro scambio di battute (mi basta anche solo leggere i dialoghi riportati su internet per farlo). “Ragione e sentimento” non l’ho ancora letto perciò non ho mai visto i film, ma mi appunto la tua indicazione, grazie mille! Fra l’altro i due attori citati mi piacciono un sacco. Vado a leggere la trama di The Illusionist… Grazie per il commento e buon relax anche a te! ?

  • Every Single Word

    Mi fa piacere, spero proprio che ti piacciano, credo che The illusionist possa essere abbastanza il tuo genere! 😉 Nel caso fammi sapere! A presto 😉

  • apheniti

    Di questi ho visto il discorso del re, ed è davvero bello, in alcuni punti persino “scomodo”, nel senso che ti spinge a farti domande poco piacevoli…

  • Harley

    Ammetto che non sono pellicole cinematografiche che mi prendono l’anima però se dovessi scegliere tra quelle da esposte sceglierei Gattaca “La porta dell’universo” si avvicina di piu’ alla mia passione per il mistero.

  • Travel Gudu

    Consigli utili: con questo clima invernale certe sere viene solo voglia di chiudersi in casa con stufa e gatto sulla sedia a dondolo, in stile vecchia signora, a guardare un bel film

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