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7 colori per 7 personalità: intervista a Lucia Primo – Fisiocolore

Vi piacciono i colori? Da 0 a 99 (e più) anni sarà senz’altro una domanda retorica. Oggi ho deciso di parlarne con Lucia Primo di Fisiocolore.

Siamo attratti dai colori fin dall’infanzia: pastelli, costruzioni, tempere, qualsiasi sfumatura cattura da sempre la nostra attenzione. Da adulti accostiamo i colori di camicia e cravatta, il divano con le tende, la carrozzeria dell’auto nuova agli interni. La naturalezza con cui i colori ci circondano non ci farebbe mai pensare a loro come a un elemento “curativo”. E se vi dicessi che invece è proprio cosi?

Oggi ho il piacere di avere ospite nel mio blog Lucia Primo, una bravissima fisioterapista trevigiana che, onorando il suo cognome, ha avuto per prima una splendida intuizione: accostare con efficacia i colori alla sua attività professionale. Fate fatica a trovare un nesso? E’ riassunto nella parola scelta per coniare il suo lavoro, “Fisiocolore”: la definizione ce lo racconta lei stessa nel suo sito.

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Fisiocolore è un nome che ho coniato io per riassumere ciò che faccio. Fisio appartiene al mio background in quanto fisioterapista. Colore viene, invece, dal mio incontro con il colore e la “scienza delle frequenze”.

Fisiocolore racchiude l’idea che possiamo prenderci cura di noi stessi in modo naturale, approfittando del potere che il colore ha nell’influenzare la nostra vita. Che lo vogliamo o no, il colore ci circonda e ci condiziona, perché legato alla nostra storia evolutiva, a immagini, significati, simboli che hanno un luogo nella nostra mente e nel nostro piano emozionale. E quindi nel corpo.

Non è soltanto una qualità: il colore è un’essenza e può fare la differenza.

Suvvia, non fate quell’espressione perplessa! State dicendo che un quadro giallo non vi rallegra? O una parete azzurra in camera da letto non vi rilassa? Certamente sì: quindi, perché non sfruttare l’immenso potere dei colori applicandolo a una terapia per potenziarne enormemente gli effetti o, con un approccio olistico, capire qualcosa di più di noi stessi?

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Vi vedo ancora poco convinti. Mentre Lucia termina i preparativi in camerino prima di unirsi a noi, potete leggere l’intervista che la mia amica Michela Guglielmoni ha già realizzato su di lei e il suo splendido lavoro: i dettagli che l’hanno portata a diventare la professionista con una marcia in più che tutti vorremmo, intenta a guarire non solo il corpo ma anche la nostra personalità.

Tranquilli, non è necessario avere un problema fisico per poter usufruire dei suoi insegnamenti! Lucia ha poi creato, per un approccio alla portata di tutti, un elettrizzante test dei colori per comprendere meglio noi stessi e il come viviamo le nostre relazioni. Col test è disponibile la guida gratuita “7 colori per 7 personalità”, con cui guardare il mondo che ci circonda con occhi nuovi. Sarai un blu o un rosso? Il fratello che hai sempre bollato come sognatore, sarà forse un indaco? E se la tua fidanzata fosse un verde, ti piacerebbe sapere quali emozioni le passino maggiormente per la testa? Sono sicura di sì. Non ti resta che scoprirlo col test!

Ma ecco che arriva la nostra Lucia!

Ciao Lucia, benvenuta! Mettiti comoda, ho già ordinato gli spritz e le patatine. Ho letto l’intervista che ti ha fatto Michela e il tuo percorso sull’unire fisioterapia e colore. Vorresti aggiungere qualcosa? La nostra intervista sarà molto introspettiva, preparati!

Ciao Sara, beh intanto aggiungo grazie per lo spritz e le patatine! Troppo simpatica questa tua accoglienza! Cosa aggiungere? Guarda, sono qua in allerta per le tue domande, so che sai essere indagatrice al punto giusto! Quindi fammi bere un sorso e vai, sono pronta!

– Che rapporto avevi coi colori in passato o durante l’infanzia? Hai sempre avvertito un’attrazione particolare verso di essi o è stata una scoperta in età adulta?

Da bambina coloravo tanto, mi piacevano i pennarelli e li usavo tanto da avere sempre le mani sporche di colore, così oggi quando vedo mia nipote con le dita piene di segni colorati mi sento felice! Usavo tanto anche gli acquerelli e poi crescendo sono passata alle matite colorate. Lì mi sbizzarrivo nelle sfumature.

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Non sono mai stata particolarmente attratta dall’arte con i colori, semplicemente mi piaceva riempire spazi di tinte unite o sfumate. Ricordo che una volta all’asilo una suora mi rimproverò perché non avevo rispettato i contorni del chicco d’uva nel disegno che stavo colorando e perché lasciavo tanti spazi bianchi. Forse la mania del riempimento di forme viene da lì.

– Nella nostra società consumistica si ritiene di poter trarre giovamento solo da prodotti costosi e inaccessibili. Qual è stato il primo riscontro esterno avuto nel sostenere che i colori, un elemento così alla portata di tutti, potesse avere benefici tangibili? Entusiasmo o perplessità?

Perplessità, perplessità e perplessità. Del resto ero perplessa anche io all’inizio! Il mio incontro con il colore come strumento vibrazionale di guarigione è nato per curiosità e ricerca personale. E in punta di piedi è entrato nel mio lavoro, senza che io premeditassi di utilizzarlo. Poi i risultati hanno iniziato a parlare da soli e anche la mia fiducia in questo strumento è cresciuta. Ancora oggi per molti è troppo semplice per essere reale, ma alla fine basta provarlo perché davvero costa nulla!

– E uno dei primissimi benefici che hai avuto tu stessa grazie ai colori?

Energia fisica, voglia di fare e attivazione del corpo. Come se il sangue avesse ricominciato a circolare di nuovo e con grande energia.

– Qual è il pregiudizio più frequente che incontri nel tuo lavoro coi colori?

Come dicevamo prima, troppo semplice per essere efficacie. In realtà non è semplice per niente. L’uso del colore va accompagnato alla consapevolezza del suo potere e all’osservazione dei suoi effetti in noi stessi. Ripeto sempre, ciò che faccio io non è cromoterapia sui sintomi, io aiuto le persone ad entrare dentro se stesse attraverso il linguaggio del colore, è ben diverso!

– E la tua soddisfazione più gloriosa, di un ex-scettico redento al potere dei colori?

Dietro ogni scettico si cela un curioso spaventato. Nel mio lavoro non cerco di redimere gli scettici, semplicemente chi è pronto a far cadere la barriera lo fa senza difficoltà appena viene proposto qualcosa di nuovo. Per gli altri esistono sicuramente altri percorsi.

– Secondo te, quale potrebbe essere la resistenza più diffusa intorno a questo mondo? La pigrizia e la fretta di non saper osservare i colori intorno a noi, o la superficialità di non crederli utili?

Forse la prima, ma per un motivo più ampio. Anche io a volte sono pigra nell’osservare me stessa e ciò che mi circonda, perché significa vedere ciò che stiamo manifestando e attirando e non sempre piace. E’ più facile rimanere dentro le giustificazioni della propria mente. Osservare i colori intorno porta l’attenzione in ciò che il mondo interiore sta manifestando e no… potrei non averne tanta voglia oggi!

– Ti farò una domanda scomoda, come il classico “vuoi più bene a mamma o a papà?”. Qual è il tuo colore preferito?

Ah, facile in realtà, il viola e le sue sfumature.

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– E quello che all’inizio proprio non ti piaceva, ma sui cui ti sei ricreduta?

Giallo, difficile da indossare, osservare, assimilare per me. Lo trovavo invadente e disturbante, studiandolo ho anche capito perché e ci sto ancora lavorando. Ora lo amo come amo tutti i colori per i grandi doni che mi danno quando voglio entrare in aspetti di me che sento avere bisogno di attenzione ma, se posso, ne scelgo altri!

– Grazie al tuo test dei colori in passato ho lavorato con molta soddisfazione con l’arancione. Ho riconosciuto che la mia creatività, più che bloccata, giaceva in coma orange-1995079_640irreversibile. Passavo molto tempo in casa, così ho inserito l’arancione nella mia vita con lenzuola, abiti e un poster raffigurante un tramonto. Ho comprato una lampada di sale e guardarla mi metteva allegria. Mi sono data al primo lavoro creativo dopo anni, ossia delle candele fatte a mano al profumo di arancio. Tutto questo per dirti: GRAZIE! E’ stata la ripartenza della mia creatività sopita.

Ed è ripartita alla grande a suon di spritz! Sono io che ringrazio te per esserti lasciata guidare da questo strumento magico e per portarne testimonianza. Le candele le fai ancora?

– Non solo, sono anche passata al sapone fatto in casa, cosa di cui le mie amiche sono particolarmente entusiaste dati i miei ultimi regali di Natale! I bicchieri sono svuotati, ma prima di salutarci facci uno spoiler: progetti per il futuro, pensando magari a chi abita lontano e non può essere presente ai tuoi seminari?

Eh, lo vedi che sei tremenda e indagatrice! Dai spoileriamo! E’ in arrivo per fine febbraio un nuovo format del mio percorso a colori che si svilupperà online, e permetterà anche a chi è lontano di trarre benefici con questo sistema. Al momento tutte le informazioni stanno correndo via newsletter, quindi per avere notizie in tempo utile bisogna essere iscritte lì! Anche se domani, 19 febbraio, partirà un mio percorso gratuito con cui si può partecipare anche su Instagram. Verrai a trovarmi, vero?

– Che domande, sarò in prima fila! Non vedo l’ora. Grazie per quello che ci hai raccontato e il tempo che hai trascorso con noi. Ci vediamo su Instagram!

Link:

colore
Lucia Primo

E voi che colore siete? Nel mio caso il test ha avuto una predominanza molto schiacciante, sono un viola! Voi? Raccontatemelo nei commenti!

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