Libri

La mia FLOP 3 dei libri letti nel 2018

Qual è il libro peggiore letto nel 2018? Dopo aver scritto il post con la TOP 3 delle migliori letture dell’anno appena concluso, la domanda sul suo contrario sorge spontanea. Anche stavolta limitarsi a un solo titolo sarebbe un’ingiustizia, perciò elencherò i 3 libri che ho trovato autentici ladri del mio tempo prezioso, e di cui ringrazio essermi procurata una copia gratis in biblioteca. Pronti?

ALERT: al 99% nominerò titoli che la maggior parte adora. Rassicuro tutti sull’autenticità delle mie opinioni, in nessun modo forzate dal grottesco tentativo di apparire una brillante anticonformista. D’altra parte ho già ammesso di amare i libri di Selvaggia Lucarelli, bruciandomi parecchio tempo or sono la possibile ammirazione dai lettori radical-chic. 

A) “Cime tempestose” di Emily Brontë

cimeForse a questo punto avrete già abbandonato la pagina, maledicendo me e il destino che vi ha fatto perdere tempo fin qui. Permettete che vi spieghi. Mi è piaciuto questo libro? Ni. Non l’ho trovato peggiore di molti altri. E allora perché inserirlo in lista? Perché essendo un classico, ovviamente sbagliando, nutrivo delle aspettative altissime. Aggiungo inoltre l’assoluta mancanza di logica in certe parti che, per quanto il libro fosse ambientato nel passato, non sa darmi pace: trovo eccessivamente fantasiose scene vitali. Partiamo dall’inizio. Come ben sappiamo, questo romanzo inglese ha per protagonista Heathcliff, un ragazzino trovato chissà dove che un buon uomo incrocia nel suo cammino e decide di portare a casa con se’ come fosse un randagio. Già qui ho strabuzzato gli occhi. Tutto a posto? Era legale? Dov’era questo bambino? Non si sa, perché lungo la strada doveva essere stato vittima di un’amnesia selettiva che lo porterà a non proferire mai parola sulle proprie origini. Costui cresce ovviamente innamorato della sorella acquisita e, conseguente alla caduta in disgrazia della famiglia, colmo di livore per le angherie e i maltrattamenti subiti dal cattivissimo fratello acquisito. Un bel giorno ascolterà per caso mezzo discorso della sorella/innamorata Catherine in cui gli rivolgeva pensieri tutt’altro che amorosi e, senza nulla dire e nulla pensare, non troverà che la logicissima soluzione se non l’abbandonare la casa che tanto lo aveva fatto soffrire. Ma un bel giorno Heathcliff ricompare, senza che naturalmente si sappia cosa avesse combinato in tutti quegli anni. Ma la giovane Catherine nel frattempo si era trovata un marito, tutt’altro che felice di questo ritrovato e appassionato rapporto. Le viene pertanto vietato di rivedere Heathcliff, e come qualsiasi essere umano a cui viene detto “no” (non ditelo alle mamme pancine) costei non troverà di meglio da fare che impazzire. Non per modo di dire. Impazzire veramente, e nella maniera più eclatante possibile. Tutto questo mentre si trovava incinta di sette od otto mesi, non si sa, menzionato di sfuggita giusto per spiegare come, nel picco della sua follia, partorisca una figlia originalmente omonima e morirne immediatamente. Già qui ne avevo abbastanza, ma il bello doveva ancora arrivare. Heathcliff si era infatti preso in moglie la sorella del marito della nevrastenica Catherine, allo scopo di vendicarsi di colui che le aveva vietato la vista della sua bella, trattandola nel peggiore dei modi. La poveraccia, poco dopo il matrimonio, fuggì. Heathcliff la lasciò ovviamente libera di andarsene a zonzo dove più le piacesse e, già che c’era, partorire da qualche parte il loro figlio a cui venne affibbiato come nome il cognome della madre (anch’esso logicissimo). Dopo quasi vent’anni questa sventurata moglie morì, lasciando il patetico figlio solo al mondo e reclamato dal padre, nuovo strumento per le proprie follie vendicative. Quali? Fargli prendere in moglie la giovane Catherine, così da attirarla nella propria casa e farle passare le pene dell’inferno, giusto per punire un altro po’ quel povero diavolo che osò sposare al tempo l’amata Catherine senior, morta fuori di testa dopo il ritorno di Heathcliff successivo ad anni di sparizione, in cui la poveraccia ebbe l’ardire di organizzarsi una vita. Lo scopo venne raggiunto, la svampita nuova Catherine tanto fece da sposare questo scemo del villaggio figlio di Heathcliff. La salute cagionevole lo fece spirare da lì a poco, così che il vecchio e vendicativo protagonista della nostra storia fosse libero di torchiare la nuora in tutte le maniere possibili, portando avanti l’obiettivo covato per qualcosa come trent’anni sul vendicarsi di qualsiasi persona respirasse nel raggio di 100 miglia per motivi che neppure avrebbe saputo ricordare, creando la vicenda più morbosa che avessi mai letto. Fortunatamente a un certo punto anch’egli deciderà di tirare le cuoia, fra l’estasi generale. Lo so, sicuramente sono stata troppo semplicistica e non ho colto l’essenza del romanzo. Certamente merita un plauso la scrittrice, capace di creare un’opera profondamente disturbante anche a secoli di distanza. Ho trovato i sentimenti espressi eccessivi, poco realistici, almeno dal mio punto di vista di persona pacifica. Sarei curiosa però di scoprire altri punto di vista, e che gli estimatori del romanzo inglese non me ne vogliano… amo Jane Austen! Mi perdonate?

B) “Ragazze elettriche” di Naomi Alderman

img_2300Le premesse c’erano tutte. L’autrice è allieva della divina Margaret Atwood, creatrice del celeberrimo “Il racconto dell’ancella”. Distopia: presente. Storia al femminile: ce l’abbiamo. Trama intrigante: pure. Ambientato ai giorni nostri, le donne e le adolescenti assistono all’improvviso risvegliarsi di una particolare fascia muscolare (detta “la matassa”), posta nella clavicola, in grado di produrre scariche elettriche. Immaginavo quindi prodezze, uomini sottomessi, un grandissimo caos globale e colpi di Stato simultanei in cui le donne avrebbero prese il comando ovunque. Purtroppo il risultato è a dir poco soporifero. La storia è suddivisa in vari POV: una politica americana, un sedicente giornalista, la figlia di un criminale e un’adolescente dalla vita travagliata che si nominerà capo spirituale mondiale. Nessuno di loro vi farà appassionare alla vicenda, collocata nell’arco del decennio precedente una nuova guerra mondiale. Anziché descrivere un delirio immediato come troverei verosimile, per tutto il tempo della narrazione le donne trascineranno la loro obbedienza al patriarcato mantenendosi succubi degli uomini, incapaci di sfruttare il loro potere e sottomesse a regole maschili per celare le loro nuove capacità. Un po’ di azione si svolgerà in un immaginario Paese dell’Europa dell’Est, in cui avverrà un colpo di stato da parte della moglie del leader in carica e, sullo sfondo, la gestione di un grande traffico di droga da parte della figlia del criminale nominata in precedenza. Il tutto documentato dal sedicente giornalista, che oltre al rischiare la vita in manifestazioni femminili che non porteranno a nulla e disperarsi per essere passato per morto in patria, non farà granché. Una noia mortale. Peccato, perché le ultime cinque pagine del romanzo in cui si evince la nuova gestione mondiale completamente matriarcale avrebbe dato vita a una storia epica. Così non è stato. 

C) “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino

assaggiatrici-768x1204Credo non ci sia lingua al mondo che possa esprimere quando trovi sopravvalutato questo romanzo. Lo so, è stato un best-seller. Lo so, ha vinto il premio Campiello. Lo so, narra di una vicenda tragica. Lo so, è ambientato in un periodo storico orribile. Ma lo so, si sarebbe potuto fare di meglio. La storia è nota. Rosa Sauer, una giovane berlinese col marito al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale, si trova a vivere nella casa dei suoceri in un paese di campagna. Peccato per la presenza di un vicino di casa piuttosto ingombrante, un certo Adolf  Hitler il quale, convinto che il veleno non fosse monopolio delle spietate donzelle rinascimentali, tramite agenzia Adecco locale recluterà un gruppo di giovani donne condannandole alle tremenda pena di ingurgitare il cibo sopraffino a lui destinato dietro lauto compenso. Annoiata dalla diversa vitalità dei suoceri, un apparente avvelenamento a cui nessuno può aver creduto durante la lettura e l’attesa del marito, la giovane Rosa con evidente insonnia si accorgerà del tenebroso tenentino delle SS a capo della ghenga di compagne di merende il quale, forse a causa dell’eccessivo caffè ingurgitato nelle ore diurne, niente di meglio aveva da fare che trascorrere le sue notti a fissare la finestra della nostra eroina. Ella, colpita da tanta impudenza, dopo nottate di sguardi gravidi d’attesa (si dia il via alla musica di sax che da sempre accompagna queste scene nell’infinito  “Beautiful”)  si deciderà a scortarlo nell’originalissimo fienile di casa per la prima di molte notti di appassionati  e infertili accoppiamenti. Nel mentre una compagna di merende si scoprirà ebrea e un’altra incinta del fattorino, con le conseguenti uniche scene sensate del libro. Le cose poi si metteranno maluccio per i tedeschi, tanto che il tenebroso tenentino in fuga con tutta la cricca riuscirà a mettere Rosa su un treno per salvarla dall’Armata Rossa in arrivo, per non rivederla ovviamente mai più. Ma la vera perla la riserva il capitolo finale, in cui ci si trova in avanti di circa 50 anni. L’ottuagenaria Rosa si reca in ospedale per salutare l’ex marito morente (non avrete creduto fosse morto, vero?), il quale in presenza di legittima consorte e figli pare non trovi miglior desiderio che riesumare una vecchia moglie con cui scambiare quattro chiacchiere completamente insapori. Lì si scoprirà che, come al solito, l’uomo dopo un matrimonio fallito ritrova compagnia e normalità tali da formarsi una nuova famiglia senza difficoltà. La derelitta Rosa invece, portatrice di vagina e conseguentemente debole, vittima, passiva e incurante di reagire, nulla possiede se non la decrepita se stessa. Team “Mai una gioia”, abbiamo il nostro nuovo capitano! Per concludere: volete una prosa fintamente meditabonda, un personaggio insipido e un po’ di stereotipi sul fatto che una donna non può che sprecare la propria vita finendo sola e sconsolata? Venghino signori, venghino!

A questa FLOP 3 aggiungo un outsider, non inserito in lista in quanto già ampiamente descritto in una recensione e per l’unico suo pregio, la brevità. Sto parlando dell’orribile “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson, spacciato come il più grande libro sulla crescita personale, paragonabile quanto a effetti a un’apparizione mariana. Se volete farvi del male, ve lo consiglio senza remore!

Avete letto questi libri? Cosa ne pensate? Per uno scambio di solidarietà fra lettori sedotti dalla promessa di una lettura epica e brutalmente abbandonati, scrivete i vostri FLOP 3 nei commenti, e se vi va scriveteli nel vostro blog al richiamo dell’hashtag #Flop3books !

39 Comments

  • Vittorio Tatti

    Cime tempestose è uno dei miei romanzi preferiti, proprio perché è eccessivo, sia nell’odio sia nell’amore che i protagonisti esprimono.
    Devo recuperare il terzo: ne ho sentito parlare tanto bene, ma anche tanto male.

  • Every Single Word

    Ti confesso che nemmeno a me è mai piaciuto Cime Tempestose, mentre sono sempre state una fan di Jane Eyre (Emily ha sempre spadroneggiato ma Charlotte mi piace di più) ?

    • La strega spritzettara

      Guarda, ammetto di non averlo ancora mai letto nonostante conosca ormai a menadito la storia!! Non ho letto molto dei romanzi inglesi, anzi, quasi nulla. Avevo letto Persuasione della Austen e l’avevo trovato orribile, solo un anno fa mi sono decisa per Orgoglio e Pregiudizio e mi é piaciuto moltissimo. Devo rimettermi in pari!

      • Every Single Word

        Eh servirebbero dieci vite per leggere tutto e probabilmente non basterebbero ??‍♀️adoro Elizabeth Bennet (e il signor Darcy) ma ho anche un debole per Eleanor Dashwood protagonista di Ragione e Sentimento (che a seconda dei momenti a volte arrivo a preferire a Orgoglio e Pregiudizio) ? te lo consiglio come prossima lettura austiana! Antipatia perenne invece per Emma ? Jane Eyre è una tosta, per questo mi è sempre piaciuta ? secondo me potrebbe piacerti, non lasciarti scoraggiare da Cathrine e Heathcliff ?

  • benny

    Sapevo che avrei trovato Le assaggiatrici e il maledetto Formaggio in questo elenco di flop ;). Non ho letto nessuno di questi titoli (Cime tempestose non è proprio il mio genere: avevo provato a vedere un adattamento cinematografico, ma dopo 10 minuti ho cambiato canale… ). Diffido degli altisonanti premi letterari: mi fido molto di più dell’opinione dei bookblogger onesti ;). P.S. I miei flop 2018 (gli ultimi due mi fanno rischiare il linciaggio) 1) La casa d’inferno 2) Chiamami col tuo nome o perversioni ortofrutticole 3) Eleanor quella tipa là sta benissimo… ed esistono fan fiction del genere hurt/confort scritte 1000 volte meglio della sua storia.

    • La strega spritzettara

      Hahahahah, attendevo il tuo commento ?? eh già, sono stata indecisa fino all’ultimo sull’inserire “l’Arminuta”, che però avendola Letta a inizio anno mi é persa molto più atroce dei 3 che hanno raggiunto il podio. Nemmeno io ho letto i tuoi flop, ma sulla Eleanor che sta benissimo ho letto elogi ?? guarda caso! Avevi scritto le recensioni? Anche le perversioni ortofrutticole mi incuriosiscono ora! ???

  • Kikkakonekka

    “Cime tempestose” l’ho comperato da poco e sarà uno dei miei libri nei prossimi mesi.
    A questo punto… speriamo bene.
    Tuttavia MDM (Mia Dolce Metà) l’ha già letto e le è piaciuto.

  • Erica Regalin

    Avevo comprato “Ragazze elettriche” qualche mese fa, nella speranza che rispettasse le aspettative che anche tu hai descritto. Leggere che è stato una delusione mi demotiva :/ spero tanto di trovare qualche elemento positivo durante la lettura. In questo 2019 grandi delusioni sono stati i libri di Banana Yoshimoto … mi aspettavo molto di più!

  • Monica

    Condivido… Cime Tempestose non mi è piaciuto per niente… l’ho letto qualche anno fa per colmare una lacuna (vista la Laurea in Letteratura Inglese)… Ho fatto fatica ad arrivare in fondo ed è stato proprio una delusione. E concordo pure su Orwell… mi piace moltissimo, soprattutto qualche romanzo meno famoso di 1984…

  • Harley

    Ciao.
    Non ho letto nessuno dei tre libri che hai esposto nel tuo articolo quindi non posso fare un commento adeguato però posso dirti che anche a me capitano libri “flop” li leggo fino alla fine pensando di non rileggerli piu’ invece poi finisco sempre per rileggerli.. 😀 e li trovo sempre flop. Malato di lettura… 😀

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